Un gioiello da ritrovare: Lady Macbeth, da Leskov ad Oldroyd

Quest’estate al cinema è uscito uno dei film più interessanti dell’anno, di certo uno dei più radicali secondo quanto dicono i critici britannici.

A lode del progetto va la coscienza che si tratti di un esordio folgorante, diretto da William Oldroyd che è un giovane regista teatrale, di fama grandissima in Regno Unito e oltre, scritto da Alice Birch, prodotto come film indipendente e avente come base la novella Lady Macbeth del distretto di Mtsensk (1865) dello scrittore Nikolaj Leskov.

Fatto con appena 500,000 sterline in 24 giorni con ambientazione inglese, il film racconta con forza tranciante la storia di Katherine (Florence Pugh) che a metà dell’Ottocento nel ventoso Northumberland sposa Alexander Lester (l’eccellente attore teatrale Paul Hilton), laido, crudele e volgare erede di una proprietà terriera.

In assenza del marito, rinchiusa in casa col suocero Boris (Christopher Fairbank) ancor più rivoltante dello sposo, la fedele serva Anna (Naomie Akie) ed un senso di vuoto degno del pittore danese Hammershøi, la protagonista s’interessa al servo Sebastian (Cosmo Jarvis).

Nasce la passione ma anche una spirale omicida che la riporta al punto di partenza: la solitudine.

Questo, in fondo, è un film di atmosfere su uno stato d’animo. Oldroyd ha un senso perfetto del rapporto tra corpo e spazio che gli deriva dall’ascendenza teatrale sulla sua esperienza, ma riesce a renderla in immagini con una coscienza pittorica netta, distinta, composta e concentrata.

Il suo operare lo porta in questo senso a prediligere le composizioni di oggetti e persone sulla scala dei campi più che sui piani. Tutto è claustrofobico, manca di respiro come la protagonista che scopre la crudeltà per restare libera e lotta per istinto più che per passione.

La direzione attoriale, come si è capito, è perfetta. Brillano soprattutto i componenti del trio protagonista, i più giovani del cast.

Il film, presentato pure al Torino Film Festival ma passato in secondo piano nel nostro paese, è stato proiettato in anteprima mondiale al Festival di Toronto, quello di San Sebastian in Spagna dove ha vinto il premio FIPRESCI e a quello di Palm Springs dove il regista è stato premiato con il Directors to watch Award.

Il consiglio che si può dare ai gentili lettori è di cercare il film o comprare il DVD. Se avete voglia di eleganza, violenza e grandi personaggi femminili, questo film fa il vostro gioco.

Antonio Canzoniere

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