25 novembre. La violenza di genere è un mio problema

Il 25 novembre è stata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e a Roma, come l’anno scorso, migliaia di donne e uomini hanno invaso le strade della capitale. La manifestazione, organizzata dalla rete “Non una di meno”, è partita da Piazza della Repubblica per terminare a Piazza di San Giovanni in Laterano.

Secondo un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità circa il 35 per cento delle donne ha subito violenza, sessuale e non, almeno una volta nella vita. Ed è solo un dato parziale, come sottolinea sia il rapporto stesso che la dottoressa N. Abrahams dell’associazione SAMRC (South African Medical Research Council): “Il rapporto mette in evidenza la mancanza di dati su atti di violenza perpetrati da sconosciuti, compresi quelli che accadono in zone di guerra. È necessario che un numero crescente di Paesi raccolga e analizzi, con i migliori mezzi a disposizione, i dati relativi alla violenza contro le donne”.
Secondo l’UNICEF nel mondo il numero di donne che convivono con una mutilazione genitale sono circa 125 milioni.
Le donne rappresentano la metà della popolazione, ma costituiscono il 70% dei poveri.
Nel mondo ci sono oltre 700 milioni di donne che si sono sposate in età minorile. Ogni anno 15 milioni di matrimoni hanno per protagonista una minorenne; una volta su tre si tratta di una bambina con meno di 15 anni.
Secondo l’ISTAT in Italia nel corso della propria vita poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni (6 milioni 788 mila), quasi una su tre (31,5%), hanno subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Nel 2016 le donne vittime di omicidi volontari sono state 149, nel 2017 sono 114.
Il numero delle denunce di violenza negli ultimi anni si è ridotto del 12 per cento.

Sì, la violenza sulle donne non solo esiste, ma pervade l’intera società.

Manifestazioni come quelle degli ultimi due anni sono necessarie e rappresentano un segnale importante, soprattutto ora che la violenza di genere entra sempre più spesso nel dibattito pubblico e istituzionale. È necessario raggiungere una consapevolezza collettiva di ciò che è stato fatto e di ciò che si deve ancora fare per superare uno dei paradossi più drammatici della nostra storia: la discriminazione e la violenza ai danni del sesso femminile.

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Perciò il Piano contro la violenza maschile e la violenza di genere, presentato dal movimento “Non una di meno” alla Casa internazionale delle donne di Roma il 21 novembre, rappresenta sia un punto d’arrivo dell’esperienza iniziata in Argentina nel 2015, che un punto di partenza per il futuro.

Oggi più che mai, con la democrazia e il rispetto dei diritti umani in crisi, serve cambiare. Perché questa non è una lotta politica come le altre, qui si parla di un problema strutturale e mentale che affligge l’umanità da sempre. Una qualsiasi frase becera e sessista sul vestiario di una vittima o sulla presunta inferiorità della donna rispetto all’uomo non può e non deve fermare secoli di lotte, rivendicazioni e progresso.

Non c’è buonismo, perbenismo, benaltrismo o presunto politically correct che tenga. Non si tratta di essere solo femministi, politicizzati, socialmente impegnati, coscienti.

Si tratta semplicemente di essere umani.

Claudio Antonio De Angelis

 

SITOGRAFIA:

http://www.ilpost.it/2017/11/25/non-una-di-meno-donne-foto-manifestazione-roma/

https://www.internazionale.it/bloc-notes/annalisa-camilli/2017/11/22/piano-violenza-non-una-di-meno

Dati:
http://www.ansa.it/sito/notizie/speciali/editoriali/2016/11/24/giornata-mondiale-2016-contro-la-violenza-sulle-donne_f012b86f-eceb-44d6-964d-ee030b123360.html

https://www.istat.it/it/archivio/violenza

http://www.unwomen.org/en

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_942_listaFile_itemName_0_file.pdf

http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs239/en/

http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/85239/1/9789241564625_eng.pdf?ua=1 [rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità]

https://www.unicef.it/doc/371/mutilazioni-genitali-femminili.htm

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