I guerrieri di Catalogna: (dis)orientarsi sulle prossime elezioni

Prima che lo psicodramma della nazionale di calcio monopolizzasse l’attenzione, la questione catalana era una presenza fissa in giornali e telegiornali italiani. In comune tra le due vicende vi è la condizione del CT Gianpiero Ventura e dell’ex presidente della Generalitat de Catalunya quali uomini più ricercati e odiati rispettivamente di Italia e Spagna. Tuttavia mentre il ritiro a vita privata di Ventura ha ben poco di interessante la fuga da spy story di Carles Puigdemont e compagni in Belgio ricorda quella di Cleon e i suoi “Warriors” nel gang movie del 1979 “I guardiani nella notte”.

La storia del film è particolare: tutte le gang di New York, quantificate in 60.000 unità, si radunano al Bronx convocate da un grande guru, Cyrus. Obiettivo, pacificare le varie compagini e prendere il comando della città. Il guru viene freddato nel bel mezzo del suo coinvolgente discorso, e nella concitazione generale vengono incolpati i Guerrieri, vittime di una trappola. Il film sostanzialmente è il ritorno dei guerrieri a Coney Island, il loro quartiere, ed è un susseguirsi di scontri e accuse da parte delle altre gang, rappresentate nella nostra meno avvincente realtà dalla sterminata costellazione di partiti e movimenti indipendentisti che rimproveravano a Puigdemont e al suo governo di aver esitato e di dimostrare poca dedizione alla causa.

L’ambientazione notturna del film ben si presta all’imperscrutabile scenario politico catalano. Al momento la situazione è più confusa che mai. Deposto il governo catalano e applicato l’articolo 155 della costituzione, ad oggi sappiamo che le elezioni si terranno il 21 dicembre 2017 ma non abbiamo ancora certezze su quali saranno gli schieramenti in gioco. In un primo momento si prospettava una grande coalizione trasversale di indipendentisti, idea poi passata in cavalleria forse anche per la volontà da parte di ERC (Sinistra Repubblicana di Catalogna), pronosticata come prima forza catalana, di massimizzare i risultati. Per motivi analoghi gli indipendentisti in calo di consensi come il PDeCAT di Puigdemont puntavano fortemente su questa ipotesi sperando in una sovra-rappresentazione che nascondesse le reali debolezze. I partiti potrebbero fare il vecchio gioco della destra e della sinistra, oppure (come suggerito dalle dichiarazioni del leader di ERC Oriol Junqueras direttamente dal carcere) candidarsi separatamente proponendo la presidenza a Puigdemont. Dopo le elezioni però le posizioni saranno inevitabilmente quelle di Indipendentisti contro Unionisti, e i primi partono in vantaggio perché disposti a coalizzarsi non badando allo schieramento politico di riferimento a differenza dei principali partiti spagnoli. Insomma, “giocare a farsi la guerra” o mostrarsi uniti è la scelta da fare per gli indipendentisti che resterebbero in ogni caso favoriti.

DOPO IL 21 DICEMBRE


Il dilemma più grande per la Catalogna riguarda il post elezioni. Se dovessero vincere gli anti-indipendentisti si andrà verso una normalizzazione, se si può utilizzare l’espressione in questo contesto, ma in caso di vittoria indipendentista? Ne “I Guerrieri della Notte” il viaggio dei nostri Warriors termina  sulle spiagge di Coney Island in uno scontro finale con i Rogues (reali colpevoli dell’accaduto), in seguito al quale, dimostrata la loro innocenza effettuano una delle uscite di scena dalla migliore resa cinematografica di tutto il genere. Anche se vittoriosi, gli indipendentisti non si potranno permettere altrettanto (e non per ragioni di fotogenicità). Sono due gli scenari possibili:

TRATTATIVA CON MADRID: Il presidente esule Puigdemont ha fatto sapere da Bruxelles di essere disposto, in caso di una sua vittoria, ad aprire una trattativa con Madrid, con l’auspicio di ottenere la tanto agognata autonomia in stile basco. A ben pensarci non un argomento nuovissimo da parte sua e le reazioni del governo al tentativo precedente fanno presagire che sia una lotta con i mulini a vento. Le prime autocritiche) da parte di esponenti del governo della Generalitat fanno ben sperare i sostenitori di questa ipotesi.

NUOVA DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA: Gli estremisti indipendentisti del CUP sarebbero più propensi a voler proseguire il percorso intrapreso al di fuori della costituzione spagnola con i rischi che ne conseguono. Questo passo ai più sembra avventato data la mancanza di appoggio internazionale, ma l’incertezza che regna non lascia escludere nulla almeno per il momento.

A meno di un mese dalle elezioni, l’atmosfera natalizia della campagna elettorale richiederebbe correttezza e buon senso ma la situazione grottesca (candidati con imputazioni per ribellione alla monarchia) sembra spostare la vicenda in un contesto cinematografico. E allora “Guerrieri, giochiamo a far la guerra?”.

Joel Paqui

 

SITOGRAFIA:

https://politica.elpais.com/politica/2017/11/13/ratio/1510578545_111591.html

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2017/11/15/junqueras-puigdemont-nostro-candidato_687cd175-adfc-49f4-83bd-ef4d905b8b0d.html

https://www.youtube.com/watch?v=hfLV_hSj_uE)

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Catalogna-Puigdemont-alternativa-a-indipendenza-apriamo-tavolo-negoziato-848f5bc4-0187-414c-8b6a-a7ec25174904.html

http://www.lavanguardia.com/politica/20171113/432864572154/erc-reconoce-govern-preparado-republica.html?utm_campaign=botones_sociales&utm_source=twitter&utm_medium=social

https://www.youtube.com/watch?v=YeEbtiruH2Q

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