A brief history of Stephen Hawking and his PhD

Si sa, Ottobre e Novembre per gli universitari sono mesi caratterizzati da due cose: l’ansia per gli esami che incombono, e l’ultima sessione di laurea dell’anno. Che sia la laurea di un parente, di un amico, o la propria, arriverà sempre quel periodo in cui, varcando la soglia dell’università, si cammina su un tappeto di coriandoli. Tra le tante lauree di questi mesi però, ce n’è una in particolare che merita attenzione. Pur non essendo stata discussa ad Ottobre/Novembre, né nel 2017, questa laurea si è guadagnata, ancor prima di essere sotto la lente d’ingrandimento del pubblico, fama ed acclamazione a livello mondiale.

Infatti il 3 Marzo del 1966, ben 51 anni fa, Stephen Hawking discuteva a Cambridge la sua tesi di dottorato di ricerca sulle “Proprietà degli universi in espansione”, sotto la supervisione del cosmologo Dennis Sciama.

119 pagine che non cambiarono subito la storia della fisica, ma cominciarono a definire quella di Stephen Hawking come il fisico che tutti conosciamo adesso.

Il 23 Ottobre scorso, in occasione dell’International Open Access Week, l’università di Cambridge, con il permesso di Stephen Hawking, ha reso pubblica la tesi del professore, che ha commentato l’idea dell’ateneo (dove ha studiato ed insegna tutt’ora) dicendo: «…rendendo libero l’accesso alla mia tesi di dottorato di ricerca, spero di ispirare persone in tutto il mondo a guardare le stelle e non i loro piedi, a interrogarsi sul nostro posto nell’universo e a cercare di dare un senso al cosmo. Chiunque, ovunque nel mondo, dovrebbe avere accesso libero e senza limiti non solo alla mia ricerca, ma anche alle ricerche di ogni altra grande mente». Infatti, prima di quest’iniziativa dell’università, chiunque avesse il desiderio di possedere una copia della tesi, doveva pagare £70 (circa 78 €).

La tesi si focalizza sull’analisi delle implicazioni e conseguenze dell’espansione dell’universo, poiché in quel periodo la teoria del Big Bang era ancora messa in discussione da molti.

La geniale idea che il fisico decise di seguire e sviluppare nella sua trattazione era una concezione poco diffusa: ovvero quella che l’universo iniziò dal nulla, per poi proseguire ad espandersi all’infinito. Ciò che il fisico realizzò sul Big Bang fu che l’esplosione primordiale funzionò con le stesse modalità che ha il collasso di un buco nero, ma al contrario.

Leggendo dall’inizio il lavoro del professor Hawking si capisce che il suo obiettivo principale era proprio dimostrare che la teoria del Big Bang fosse possibile, per smentire tutti quelli che non credevano reale il concetto di un universo in continua espansione.

Alla fine della tesi Hawking arriva a 3 conseguenze dell’espansione dell’universo, importanti per lui in quanto studente e per il mondo della scienza data la precisione dei calcoli e dei ragionamenti esposti.

La prima conclusione teorizzata fu quella che le galassie non possono formarsi come risultato di perturbazioni: questa dimostrazione nella tesi si sviluppa nel capitolo 2, che ha a che fare con le perturbazioni di un universo isotropico (un universo che ha sempre le stesse caratteristiche indipendentemente dalla direzione osservata) in espansione omogenea, Hawking alla fine conclude quindi che le galassie non possono nascere dal risultato della crescita di perturbazioni che erano inizialmente di piccola dimensione.

La seconda conclusione fondamentale alla quale arriva fu quella che le singolarità temporali sono inevitabili: questo coincide con l’affermare che le regioni di spazio dove la densità della materia è infinitamente grande ed il volume della stessa infinitamente piccolo, esistono e non si possono né evitare, né non prendere in considerazione. Questo punto verrà poi ulteriormente sviluppato dallo stesso professore in molteplici altre teorie, molte delle quali sono ora capisaldi dell’astrofisica e della cosmologia.

La terza fondamentale conclusione esposta nella tesi è strettamente collegata alle due precedenti, e probabilmente, più che una conclusione, deve essere considerata una vera e propria teorizzazione. Nel dimostrare che le singolarità spazio-temporali sono inevitabili, infatti, fornisce anche un importantissimo modello di radiazione ed espansione gravitazionale.

 

Mavi Massarin

Una risposta a "A brief history of Stephen Hawking and his PhD"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...